Antigone in collaborazione con la Scuola del sociale della provincia di Roma sta organizzando un seminario dal titolo La Salute in carcere, nei giorni 2 - 3 - 4 dicembre, di cui si allega programma dettagliato. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 25 novembre seguendo le indicazioni presenti in questo link http://www.provincia.roma.it/percorsitematici/formazione/progetti/4490. Il seminario si svolgerà a Roma, presso la Sede della Scuola del sociale della provincia di Roma, sita in via Cassia 472.
Tra i temi trattati dal seminario, quello del passaggio della sanità penitenziaria al sistema sanitario nazionale, il diritto alla cura delle persone detenute, epidemiologia della popolazione carceraria, le malattie della povertà, la gestione del disagio mentale in carcere e della tossicodipendenza. Verranno anche proposti casi di violazione del diritto alla salute di persone detenute seguiti dall'associazione Antigone ed analizzate le condanne dell’Italia per violazione del diritto alla salute da parte della Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
Dunque, nessuno è responsabile per la morte di Stefano Cucchi. La sua vita è stata nelle mani di tante istituzioni dello Stato. Decine di operatori della sicurezza, della giustizia e della sanità pubblica lo hanno incrociato in quei giorni che lo hanno portato alla morte. Eppure, secondo la Corte d’Appello, non c’è neanche un colpevole.
Nei casi di tortura e di violenze istituzionali, nel nostro paese, perseguire i responsabili è operazione tragicamente impossibile. Mancano le norme (come il reato di tortura) e manca una cultura pubblica di rispetto profondo della dignità umana.
Anche in questo caso ha prevalso lo spirito di corpo che impedisce la ricostruzione puntuale dei fatti e il raggiungimento della verità storica. A questo punto non resta che sperare che la Corte Suprema di Cassazione annulli una sentenza, come quella odierna, che si muove perfettamente nel solco di una storia, quella italiana, che fa fatica a dare giustizia a chi ne ha diritto.
Antigone ha organizzato, per il prossimo 11 novembre, un'assemblea pubblica per discutere con gli operatori penitenziari e della giustizia, i garanti dei detenuti, gli addetti ai lavoro, i parlamentari le proposte in campo sulla riforma dell'organizzazione penitenziaria, presentando le proprie.
L'assemblea si terrà a partire dalle ore 15.00, presso la sala della Mercede (via della Mercede 55, Roma).
Ad oggi hanno confermato la propria partecipazione: Patrizio Gonnella (presidente Associazione Antigone), Franco Corleone (Garante dei Detenuti della Toscana), Bruno Mellano (Garante dei Detenuti del Piemonte), Alessandra Naldi (Garante dei Detenuti del Comune di Milano), Luigi Manconi (Presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani), Walter Verini (deputato PD), Daniele Farina (Deputato SEL), Francesco Cascini (Vice Capo DAP), Massimo De Pascalis (Direttore ISSP), Rosario Tortorella (Segretario Nazionale Sidipe), Alessandro De Federicis (UCPI), Marcello Bortolato (Magistrato di Sorveglianza Tribunale di Padova, Magistratura Democratica), Carlo Renoldi (Magistrato, Magistratura Democratica), don Virgilio Balducchi (ispettore generale cappellani delle carceri italiane), Salvatore Chiaramonte (Segreteria nazionale FP-Cgil), Sandro Favi (Partito Democratico), Rita Bernardini (Segretaria nazionale Radicali Italiani).
Per partecipare è necessario accreditarsi scrivendo all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. I giornalisti possono accreditarsi autonomamente inviando un fax allo 06/6783082 oppure una e-mail all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Vi ricordiamo che per gli uomini è richiesta la giacca.
"La tortura non è un reato in Italia. Eppure l'Italia ha ratificato ben 26 anni fa la Convenzione Onu che ce lo imponeva". Lo dichiara Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone.
"Domani il nostro paese andrà sotto il giudizio del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Noi abbiamo evidenziato questo tragico gap presente nella nostra legislazione. È indegno un paese che persegue tutto e tutti tranne i torturatori".
"Auspichiamo - conclude Gonnella - una forte presa di posizione internazionale".
Con le parole pronunciate oggi di fronte all'Associazione Internazionale di Diritto Penale, Papa Francesco ha dimostrato qualcosa di più di una generica attitudine cristiana verso la vita. Nel pronunciarsi contro ogni forma di pena di morte incluso l'ergastolo, ha parlato di pene che devono rispettare la dignità umana e non essere forme di tortura, ha parlato di una giustizia selettiva che è forte con i deboli e debole con i forti, ha parlato di un sistema penale troppo invasivo e dell'assurdità del fatto che il carcere sia la sola pena prevista. Tutte cose che noi andiamo dicendo da sempre.