Carceri, pubblicata legge su rimedi compensativi. Gonnella: "quando lo stato viola dignità umana delle persone legittimo risarcirle"
E' stata pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore da oggi il decreto che prevede un risarcimento per tutti quei detenuti che abbiano subito un trattamento inumano e degradante ai sensi dell'art. 3 della Convezione Europea dei Diritti dell'Uomo.
"Quando lo stato viola la dignità umana di qualunque persona, è legittimo che debba essere risarcita" dichiara Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone.
"Si tratta di una legge importante - prosegue Gonnella - che prevede un risarcimento per chi ha subito un trattamento inumano e degradante. Speriamo serva anche a fare in modo che in futuro non si ritorni ad una situazione di sovraffollamento ingestibile".
I recentissimi interventi (legislativi e giurisprudenziali) sul testo dell’art. 73 d.P.R. 309/1990, oltre ad interessare i procedimenti penali pendenti, lambiscono delicati profili dell’esecuzione penale. In particolare, l’abrogazione della Legge Fini Giovanardi (Corte cost., sent. n. 32/2014) ha comportato la reviviscenza tout court della Legge Iervolino-Vassalli, la quale, per tutti i fatti commessi sino al 23 dicembre 2013, si applica anche alle ipotesi di cui all’art. 73 comma 5 d.P.R. 309/1990.
In prospettiva diversificata la Corte Costituzionale (sent. 251/2012), nel dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 69 comma 4 c.p. «nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 73, comma 5», impone la rideterminazione (retroattiva) del giudizio di comparazione tra circostanze, con inevitabili ripercussioni in melius sul trattamento sanzionatorio.
L'associazione Antigone diffonde sul proprio sito e presso gli istituti penitenziari un modello per ottenere un risarcimento o la riduzione di pena per chi ha subito un trattamento inumano e degradante, ai sensi dell'art.3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, in quanto costretto a vivere in una cella con meno di 3 mq. di spazio.
Si tratta di modelli diversi, utili sia per il ricorso al magistrato di sorveglianza, che al giudice civile, nel caso di persone non più attualmente in stato di detenzione.
Carceri e detenzione arbitraria, Gonnella (Antigone): “Si seguano le indicazioni dell'Onu, si faccia meno ricorso possibile alla custodia cautelare e si nomini il garante nazionale”
“Provvedimenti straordinari, come le misure alternative alla detenzione, al fine di superare il sovraffollamento carcerario”. È quanto ha chiesto il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria al Governo italiano al termine di una visita tenutasi dal 7 al 9 luglio al fine di verificare l'attuazione delle raccomandazioni fatte dopo l'ultima loro visita in Italia nel 2008. Durante questi giorni, oltre alle istituzioni italiane, gli esperti dell'Onu hanno anche audito Antigone e Save The Children.
Secondo l'Onu importanti passi avanti sono stati fatti per quanto riguarda l'attuazione di quelle raccomandazioni, tuttavia si fa presente come serva ora un'azione rapida e determinata al fine di garantire il rispetto dei diritti umani.